Silete Venti!
ANTONIO VIVALDI




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Silete Venti! ha dedicato un grande lavoro di ricerca musicologica sul mondo di Antonio Vivaldi; "Il prete é nero" é il risultato di questi studi che riguardano soprattutto abitudini interpretative dimenticate e che ci hanno rivelato un universo di suoni spettacolare. Questo progetto, che ci rende orgogliosi, fará il suo esordio nell' ambito delle prestigiose Nuove Settimane Barocche di Brescia. Molte le novitá: a partire dal pitch che all' epoca di Vivaldi e in quell' area geografica era molto piú alto (LA 440) non é una scelta fine a se stessa ma un grande aiuto per i colori e le differenze dinamiche.

Grazie all'aiuto di  un costruttore di strumenti straordinario come Olivier Cottet, che ha dedicato una grande passione a questa ricerca, e stato possibile riprodurre e raffinare un Oboe  di Anciuti (costruttore vissuto a Milano  a cavallo tra XVII e XVIII). Questo strumento é veramente magico, e ci ha permesso di allargare la nostra ambizione ed immaginazione per i suoni. Un grande onore é per Silete Venti! la partecipazione di Alberto Guerra, fagottista eccezionale che ci ha aiutato enormemente con il suo talento e ancor piú ha deciso di affrontare queste musiche suonando una Dulciana! Due sono le implicazioni di questa scelta: la prima é che per la prima volta al mondo sará possibile ascoltare i suoni dei concerti di Vivaldi con uno strumento che molto probabilmente (molte sono le evidenze che ci portano a credere nella nostra scelta) era quello a cui il compositore pensava e che é stato incredibilmente dimenticato dalla storia delle esecuzioni su strumenti d' epoca. La seconda riguarda ancora lo strumento un gioiello originale costruito dal grande Denner, la sola fortuna di poterlo ascoltare ci aiuta a provare emozioni fortissime.

Un altra peculiarità de "Il prete é nero" riguarda l'organico con cui eseguiremo i concerti di Vivaldi: anche in questo caso molti luoghi comuni e atteggiamenti interpretativi vanno rivisti. Per questo abbiamo deciso di suonare a parti reali e con un solo basso (la normale abitudine di suonare con un cello e un contrabbasso che si raddoppiano all'ottava é assolutamente falsa ed inspiegabie in questo contesto compositivo,
frena la libertà espressiva e l'energia che si sprigiona dal "fondamento": ora non ci resta che portare avanti la nostra passione ed il nostro entusiasmo per "Il prete nero" suonando il piú possibile queste musiche meravigliose e sperando nel riconscimento di quanti avranno voglia di ascoltare i nostri sogni.

Simone Toni